Brezza allegra sui gelsi
E una grande luce
Che esce ridendo dagli occhi
Mirti di sale
E viole di bellezza
Con tanta vita dentro.
Due uomini pazzi
Con appetito di morte
Danzano urlando
Su un mucchio giallo
Di spenti scorpioni
E bocche piene di pietre.
Trascinano con grida acute
I teneri belati
Degli agnelli di d-o.
La luna
Bianchissima
E molto pallida
A ritmo lento raccoglie
Il rosso sangue svenuto.
E un angelo un po’ sudato
Che aveva imparato il mestiere
Nella città emiliana di Budrio
Lava con acqua ed unguenti
Le bruciature alle gambe.
La notte è lunga
Non vuole morire
E il sole scuro di tanti singhiozzi
Chiude le porte del cielo.
Brezza allegra sui gelsi
E una grande luce
Che esce ridendo dagli occhi
Mirti di sale
E viole di bellezza
Con tanta vita dentro
Thursday, November 30, 2006
Wednesday, November 29, 2006
Sentiamoci amici
Sentiamoci amici
Per un momento,
Intimi,
Dimentichiamo
Le distanze
E fingiamo di essere
Io e te
Soli
In una piccola stanza
Fra quattro pareti bianche,
Dove le immagini
Come acqua di tormenta
Salgono polverizzate
Nell’aria
In tutte le direzioni
Come passeri spaventati
Dal tiro del cacciatore.
Io e te soli
In una piccola stanza
Fra quattro pareti bianche
Dove io con modestia
E semplicità ti dia
Quanto di più profondo
Mi vibra nel petto.
Io e te stretti,
In armonia
Nel silenzio sonoro
In cui geme la poesia
Che il vento commenta
Piangendo
In un profondo pentagramma
Senza chiave.
Io e te soli in una piccola stanza
Fra quattro pareti bianche
Per un momento,
Intimi,
Dimentichiamo
Le distanze
E fingiamo di essere
Io e te
Soli
In una piccola stanza
Fra quattro pareti bianche,
Dove le immagini
Come acqua di tormenta
Salgono polverizzate
Nell’aria
In tutte le direzioni
Come passeri spaventati
Dal tiro del cacciatore.
Io e te soli
In una piccola stanza
Fra quattro pareti bianche
Dove io con modestia
E semplicità ti dia
Quanto di più profondo
Mi vibra nel petto.
Io e te stretti,
In armonia
Nel silenzio sonoro
In cui geme la poesia
Che il vento commenta
Piangendo
In un profondo pentagramma
Senza chiave.
Io e te soli in una piccola stanza
Fra quattro pareti bianche
Monday, November 27, 2006
Aprite i tetti, spalancate le porte
Chi si nasconde
Chi singhiozza
Nel fondo della valle?
Aprite i tetti
Spalancate le porte
E lasciatela entrare
Quella ragazza
Quella ragazza
Perchè possa scaldarsi.
Per i monti e per le valli
Va cercando
Le gambe di marmo
Abbandonate nell’aria
Quella notte il suo petto
E le spalle
Erano rosse di sangue.
Chi si nasconde
Chi singhiozza
Nel fondo della valle?
Il rumore del fiume
Si spegne
Al rumore di guerra
Svegliati brezza
Svegliati luna
E raccogli sotto il tuo manto
I gemiti di una ragazza
Quella ragazza
Quella ragazza
Che va cercando
Le gambe di marmo
Abbandonate nell’aria
Chi singhiozza
Nel fondo della valle?
Aprite i tetti
Spalancate le porte
E lasciatela entrare
Quella ragazza
Quella ragazza
Perchè possa scaldarsi.
Per i monti e per le valli
Va cercando
Le gambe di marmo
Abbandonate nell’aria
Quella notte il suo petto
E le spalle
Erano rosse di sangue.
Chi si nasconde
Chi singhiozza
Nel fondo della valle?
Il rumore del fiume
Si spegne
Al rumore di guerra
Svegliati brezza
Svegliati luna
E raccogli sotto il tuo manto
I gemiti di una ragazza
Quella ragazza
Quella ragazza
Che va cercando
Le gambe di marmo
Abbandonate nell’aria
Thursday, November 23, 2006
Ho visto il suo corpo fuggire
Una ragazza dal viso dolce
Sta raccogliendo fiori,
Nella pianura.
Il vento molto galante
La prende per la vita
E vuole portarla lontano,
Ma la ragazza non sente.
Quattro cavalieri passano
Con abiti azzurri e verdi
E la invitano con voci allegre
A fuggire con loro
Ma la ragazza non sente.
E quando viene la sera
Passa una dama verde
Con mirti di luna e viole
“Vieni con me” le dice
E la ragazza la segue.
Ed io che le stavo vicino
Ho visto il suo corpo
Fuggire
Come dissolto
Mentre portava un tesoro
Alla morte.
Sta raccogliendo fiori,
Nella pianura.
Il vento molto galante
La prende per la vita
E vuole portarla lontano,
Ma la ragazza non sente.
Quattro cavalieri passano
Con abiti azzurri e verdi
E la invitano con voci allegre
A fuggire con loro
Ma la ragazza non sente.
E quando viene la sera
Passa una dama verde
Con mirti di luna e viole
“Vieni con me” le dice
E la ragazza la segue.
Ed io che le stavo vicino
Ho visto il suo corpo
Fuggire
Come dissolto
Mentre portava un tesoro
Alla morte.
Saturday, November 18, 2006
Ho sete
Le stelle si sono spente
La notte del diluvio
Stampandomi nella carne
L’eco di quelle grida,
Lasciandomi in dono
Solo
Intricate spire
Di inutile lussuria,
Mummificata,
Vuota di profezia,
Stanca di poesia.
Ma mi è rimasta la sete
Sete di aromi e di risa
Sete di nuove poesie
Sete del canto luminoso
Tranquillo
Verginale
Sognante.
Sete di capire
L’anima del vento
L’allegria delle valli
Di prima del diluvio.
Che posso fare per
Riavere la mia perduta
Innocenza?
Che posso fare per risentire
Il calore di sguardi ridenti,
Per riportare la luce alle fonti,
Rivedere la luna
Di prima del diluvio
Giocare a nascondino
Con le stelle infantili
E le nubi?
La notte del diluvio
Stampandomi nella carne
L’eco di quelle grida,
Lasciandomi in dono
Solo
Intricate spire
Di inutile lussuria,
Mummificata,
Vuota di profezia,
Stanca di poesia.
Ma mi è rimasta la sete
Sete di aromi e di risa
Sete di nuove poesie
Sete del canto luminoso
Tranquillo
Verginale
Sognante.
Sete di capire
L’anima del vento
L’allegria delle valli
Di prima del diluvio.
Che posso fare per
Riavere la mia perduta
Innocenza?
Che posso fare per risentire
Il calore di sguardi ridenti,
Per riportare la luce alle fonti,
Rivedere la luna
Di prima del diluvio
Giocare a nascondino
Con le stelle infantili
E le nubi?
Thursday, November 16, 2006
preparate bare e sacchi di plastica
“Israele deve essere cancellato dalla faccia della terra. È una nazione di bestie senza alcun valore umano, è una disgrazia per il mondo moderno".
"Combatteremo contro il cosiddetto Israele. Lanceremo i nostri razzi e i nostri martiri sacrificheranno la loro vita molto all'interno delle nostre terre occupate: colpiranno a Giaffa, a Haifa e dentro Ashdod. La battaglia continuerà. Non abbasseremo il fucile. Tutti noi siamo martiri potenziali. Presto arriverà la nostra vendetta: preparate bare e sacchi di plastica".
“Ebrei, razza maledetta.
Preparate bare e
Sacchi di plastica”
Urlano gli scorpioni
E il figlio dell’uomo tace.
Sotto gli olivi il Giordano
Recita il suo canto
E le ragazze innamorate
Ricamano
Sentieri di seta
Che portano al cimitero.
La morte sparge
Nell’aria d’autunno
La sua eterna canzone
Piena di orbite vuote.
“Preparate bare presto sarete sepolti
Sotto i rami di gelso.
Le tombe vi guaderanno
Aprendo occhi di marmo”.
”Ebrei, nazione di bestie,
Preparate sacchi di plastica”
Sibilano i serpenti
E il figlio dell’uomo tace
Nascondendo un grottesco sorriso
Sul volto impietrito.
Escono i bimbi allegri
Dalle case
Spargendo nell’aria d’autunno
Le loro canzoni
E l’anima mia fugge
Senza soluzione
In un universo di alfabeti
Di libri e di parole
“Preparate bare esacchi di plastica”
Ripetono in coro i malvagi
E il figlio dell’uomo tace.
“Vi colpiremo con pugni chiusi
Ragazze innamorate
Bambini allegri
La tomba vi guarda
Con occhi molto aperti
“Preparate bare e sacchi di plastica”
Ripete il ritornello
E il figlio dell’uomo tace
Sigal
"Combatteremo contro il cosiddetto Israele. Lanceremo i nostri razzi e i nostri martiri sacrificheranno la loro vita molto all'interno delle nostre terre occupate: colpiranno a Giaffa, a Haifa e dentro Ashdod. La battaglia continuerà. Non abbasseremo il fucile. Tutti noi siamo martiri potenziali. Presto arriverà la nostra vendetta: preparate bare e sacchi di plastica".
“Ebrei, razza maledetta.
Preparate bare e
Sacchi di plastica”
Urlano gli scorpioni
E il figlio dell’uomo tace.
Sotto gli olivi il Giordano
Recita il suo canto
E le ragazze innamorate
Ricamano
Sentieri di seta
Che portano al cimitero.
La morte sparge
Nell’aria d’autunno
La sua eterna canzone
Piena di orbite vuote.
“Preparate bare presto sarete sepolti
Sotto i rami di gelso.
Le tombe vi guaderanno
Aprendo occhi di marmo”.
”Ebrei, nazione di bestie,
Preparate sacchi di plastica”
Sibilano i serpenti
E il figlio dell’uomo tace
Nascondendo un grottesco sorriso
Sul volto impietrito.
Escono i bimbi allegri
Dalle case
Spargendo nell’aria d’autunno
Le loro canzoni
E l’anima mia fugge
Senza soluzione
In un universo di alfabeti
Di libri e di parole
“Preparate bare esacchi di plastica”
Ripetono in coro i malvagi
E il figlio dell’uomo tace.
“Vi colpiremo con pugni chiusi
Ragazze innamorate
Bambini allegri
La tomba vi guarda
Con occhi molto aperti
“Preparate bare e sacchi di plastica”
Ripete il ritornello
E il figlio dell’uomo tace
Sigal
Tuesday, September 26, 2006
Istrice solitario
Sullo sfondo
Di vecchi olivi
Avevi gli occhi aperti
Affondati nell'ombra
E la luce
Si spegneva
Pian piano
Nei tuoi occhi
Di gazzella atterrita.
Istrice solitario
Tu mi ricordi Israele
Come Israele
Hai un cuore antico
Con valli e ruscelli
Un cuore che ride
E canta alla vita
Sullo sfondo
Di vecchi olivi.
Istrice solitario
D-o non ti lascia solo
È solo stanco delle tue grida
E si è addormentato.
Di vecchi olivi
Avevi gli occhi aperti
Affondati nell'ombra
E la luce
Si spegneva
Pian piano
Nei tuoi occhi
Di gazzella atterrita.
Istrice solitario
Tu mi ricordi Israele
Come Israele
Hai un cuore antico
Con valli e ruscelli
Un cuore che ride
E canta alla vita
Sullo sfondo
Di vecchi olivi.
Istrice solitario
D-o non ti lascia solo
È solo stanco delle tue grida
E si è addormentato.
Saturday, September 23, 2006
Seicentotredici cavalieri
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Decorando con risa
L’aria mansueta
D’autunno.
Ed io, che stavo
Dormendo
Il loro passo seguii
Per sentire l’odore d’incenso
E trasformare in parole
L’acqua della tristezza,
Per condensare con lettere
Piccole gocce di pianto.
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Trascinando con sé
Sotto bianchi mantelli
La pace
Pensosa
Umile
Mansueta
Serena
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Mi hanno portato stamane
Verso infiniti
Impossibili
Di pace fatta canto
Di miele di stelle.
D-o onnipotente
Perchè hai nascosto la pace?
Non vedi che sto morendo
Morendo
Morendo
D’amore per lei?
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Decorando con risa
L’aria mansueta
D’autunno.
Ed io, che stavo
Dormendo
Il loro passo seguii
Per sentire l’odore d’incenso
E trasformare in parole
L’acqua della tristezza,
Per condensare con lettere
Piccole gocce di pianto.
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Trascinando con sé
Sotto bianchi mantelli
La pace
Pensosa
Umile
Mansueta
Serena
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Mi hanno portato stamane
Verso infiniti
Impossibili
Di pace fatta canto
Di miele di stelle.
D-o onnipotente
Perchè hai nascosto la pace?
Non vedi che sto morendo
Morendo
Morendo
D’amore per lei?
Monday, September 18, 2006
Oriana e' salita sui monti
In una citta' protetta
Dal profumo
Indicibile di d-o
Oriana, Oriana
Amara profetessa
Inascoltata e derisa
Oracolo avvilito
Ed umiliato
Dal sonno del silenzio
Dall’odore
Nauseabondo
Del male.
La prima cosa che vedesti
Quando sei nata
Furono piazze e ponti
Statue e giardini
Della tua Firenze
Ma col passare del tempo
Vedendo la libertא
Scricchiolare e gemere
Ferita
Nella fogna cittadina
Sei fuggita lontano
Superando la barriera
In cui abitava il dolore
L’angoscia le cicatrici
Gli artigli miserabili
Del male.
Poi hai voluto tornare
Per rivivere i profumi
Di allora
Per risentire gli accenti
Dei primi sorrisi d’amore.
Firenze ora attende
Che tu passi, Oriana
Con la tua voce forte
Amara profetessa
Inascoltata e derisa
Oriana e' salita sui monti
In una citta' protetta
Dal profumo
Indicibile di d-o
In una citta' protetta
Dal profumo
Indicibile di d-o
Oriana, Oriana
Amara profetessa
Inascoltata e derisa
Oracolo avvilito
Ed umiliato
Dal sonno del silenzio
Dall’odore
Nauseabondo
Del male.
La prima cosa che vedesti
Quando sei nata
Furono piazze e ponti
Statue e giardini
Della tua Firenze
Ma col passare del tempo
Vedendo la libertא
Scricchiolare e gemere
Ferita
Nella fogna cittadina
Sei fuggita lontano
Superando la barriera
In cui abitava il dolore
L’angoscia le cicatrici
Gli artigli miserabili
Del male.
Poi hai voluto tornare
Per rivivere i profumi
Di allora
Per risentire gli accenti
Dei primi sorrisi d’amore.
Firenze ora attende
Che tu passi, Oriana
Con la tua voce forte
Amara profetessa
Inascoltata e derisa
Oriana e' salita sui monti
In una citta' protetta
Dal profumo
Indicibile di d-o
Sunday, September 17, 2006
Voglio dimenticare
Voglio dimenticare
Questo piccolo
Strano mondicello
Di teorie
Manifesti
Progetti
Bandiere bruciate
Forze dell’Unifil
Falsi profeti
Gole tagliate
E mani sporche
E guardarti, Gerusalemme,
Respirare il tuo splendore
Antico
Mia eletta
Città d’oro
E di rame
Dalle tue colline
D’argento
E verde scuro
Vedere come lenta
Sale la nebbia
Sugli olivi
Per le tue strade
Voglio vedere
Come trema il hamsin
Distribuendo incenso.
Gerusalemme,
Mia predestinata
Amante antica
Rotondo universo
Assoluto,
Integrazione
Sublime di d-o
Splendore lirico
Trasparente
Della materia
E della mia vita
Voglio dimenticare
Questo piccolo
Strano mondicello
Di teorie
Manifesti
Progetti
Bandiere bruciate
Forze dell’Unifil
Falsi profeti
Gole tagliate
E mani sporche
E guardarti, Gerusalemme!
Questo piccolo
Strano mondicello
Di teorie
Manifesti
Progetti
Bandiere bruciate
Forze dell’Unifil
Falsi profeti
Gole tagliate
E mani sporche
E guardarti, Gerusalemme,
Respirare il tuo splendore
Antico
Mia eletta
Città d’oro
E di rame
Dalle tue colline
D’argento
E verde scuro
Vedere come lenta
Sale la nebbia
Sugli olivi
Per le tue strade
Voglio vedere
Come trema il hamsin
Distribuendo incenso.
Gerusalemme,
Mia predestinata
Amante antica
Rotondo universo
Assoluto,
Integrazione
Sublime di d-o
Splendore lirico
Trasparente
Della materia
E della mia vita
Voglio dimenticare
Questo piccolo
Strano mondicello
Di teorie
Manifesti
Progetti
Bandiere bruciate
Forze dell’Unifil
Falsi profeti
Gole tagliate
E mani sporche
E guardarti, Gerusalemme!
Thursday, September 14, 2006
Yerushalaim
Yerushalaim
Yerushalaim
Aprimi le tue porte
Yerushalaim
Non temere gli uomini
Che hanno serpenti
In bocca
Veleno nelle parole.
Ci sono io
Amore mio solenne.
Amore mio stupendo.
Negli angoli più bui
Del mondo
Ho conosciuto
L’orrore
Di starti lontana,
Ora sono qui
E vorrei morire
Pronunciando
Il tuo nome.
Io non domando
Io voglio
Voglio
Respirare la tua aria
Dissolta nel miele
Addormentarmi
Ogni notte
Ai suoni
Delle tue arpe
Ebraiche
Col vento fresco
Sui tetti dorati
E col tuo viso
Sulla mia bocca.
Che lo sappia la luna
Che lo sappia il sole
Che io ti amo
Mia eterna
Città della Pace
Yir hashalom
Yerushalaim
Yerushalaim
Non piangere nel buio
Hai un avvenire di diamanti
Rive di amore ti attendono
Yerushalaim
Yerushalaim
Yerushalaim
Aprimi le tue porte
Yerushalaim
Non temere gli uomini
Che hanno serpenti
In bocca
Veleno nelle parole.
Ci sono io
Amore mio solenne.
Amore mio stupendo.
Negli angoli più bui
Del mondo
Ho conosciuto
L’orrore
Di starti lontana,
Ora sono qui
E vorrei morire
Pronunciando
Il tuo nome.
Io non domando
Io voglio
Voglio
Respirare la tua aria
Dissolta nel miele
Addormentarmi
Ogni notte
Ai suoni
Delle tue arpe
Ebraiche
Col vento fresco
Sui tetti dorati
E col tuo viso
Sulla mia bocca.
Che lo sappia la luna
Che lo sappia il sole
Che io ti amo
Mia eterna
Città della Pace
Yir hashalom
Yerushalaim
Yerushalaim
Non piangere nel buio
Hai un avvenire di diamanti
Rive di amore ti attendono
Yerushalaim
Yerushalaim
Tuesday, September 12, 2006
Se solo potessi piangere
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando.
Stanotte sono riuscita
Ad accumulare l’oblio
E sulla riva del fiume
Li ho visti passare tutti:
Ventiquattromila
Ragazzi
Infradiciati nel buio,
Con le vene trafitte
E bocche di dolce miele
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
La luce d’agosto
Distesa sull’acqua
Ha soffocato la vita
Sulle labbra di miele
Atteggiate a sorriso
Interrotto
Sommerso
Metafisico
Di ventiquattromila ragazzi.
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
L’estate sta morendo
Non c’è più nessuno nei carri
Vuote sono le navi
E i campi di battaglia
Sono rimasti immersi
In sospiri ed in lacrime
La gente malinconica
E femminile
Si pone tante domande
Perchè?
Vogliono sapere
Perchè perchè.
Cellule di disperazione
Crepitano come foglie
Nelle profondità del petto
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
Oh bianche gabbiane sul mare
Voglio affidarvi un compito:
Mutate il colore dell’acqua
Cambiate il sapore dei baci
Portate la simmetria
Ma soprattutto
Cacciate l’uomo
Dal mondo
Spartitevi fra di voi
Il mare e la terra
I fiumi ed i monti
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
La poesia uscirebbe urlando.
Stanotte sono riuscita
Ad accumulare l’oblio
E sulla riva del fiume
Li ho visti passare tutti:
Ventiquattromila
Ragazzi
Infradiciati nel buio,
Con le vene trafitte
E bocche di dolce miele
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
La luce d’agosto
Distesa sull’acqua
Ha soffocato la vita
Sulle labbra di miele
Atteggiate a sorriso
Interrotto
Sommerso
Metafisico
Di ventiquattromila ragazzi.
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
L’estate sta morendo
Non c’è più nessuno nei carri
Vuote sono le navi
E i campi di battaglia
Sono rimasti immersi
In sospiri ed in lacrime
La gente malinconica
E femminile
Si pone tante domande
Perchè?
Vogliono sapere
Perchè perchè.
Cellule di disperazione
Crepitano come foglie
Nelle profondità del petto
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
Oh bianche gabbiane sul mare
Voglio affidarvi un compito:
Mutate il colore dell’acqua
Cambiate il sapore dei baci
Portate la simmetria
Ma soprattutto
Cacciate l’uomo
Dal mondo
Spartitevi fra di voi
Il mare e la terra
I fiumi ed i monti
Se solo potessi piangere
La poesia uscirebbe urlando
Saturday, September 02, 2006
La violenza sorda
La violenza sorda
Nella penombra
Non conosce sonno,
Non ci dà tregua
E noi, come
Passeri
Agonizzanti
Schiacciati dal silenzio
Del mondo
Continuiamo ad amare
La vita
E la giustizia!
Anime strane
Con vacillanti
Espressioni
Di agnelli
Al mattatoio
Cantiamo ancora
L’azzurro addormentato
Della poesia.
Sotto l’ellisse della luna
Cantiamo
L’amara freschezza
Del nostro millenario
Sangue.
Non importa se la rugiada
Del mattino fugge sconfitta
E la morte nascosta
Si affaccia alle nostre case
Per raggelarci
Noi ancora
Andiamo cercando
Il volto
Femminile di d-o
La shekhinnah.
La violenza sorda
Nella penombra
Non conosce sonno,
Non ci dà tregua
Nella penombra
Non conosce sonno,
Non ci dà tregua
E noi, come
Passeri
Agonizzanti
Schiacciati dal silenzio
Del mondo
Continuiamo ad amare
La vita
E la giustizia!
Anime strane
Con vacillanti
Espressioni
Di agnelli
Al mattatoio
Cantiamo ancora
L’azzurro addormentato
Della poesia.
Sotto l’ellisse della luna
Cantiamo
L’amara freschezza
Del nostro millenario
Sangue.
Non importa se la rugiada
Del mattino fugge sconfitta
E la morte nascosta
Si affaccia alle nostre case
Per raggelarci
Noi ancora
Andiamo cercando
Il volto
Femminile di d-o
La shekhinnah.
La violenza sorda
Nella penombra
Non conosce sonno,
Non ci dà tregua
Friday, August 18, 2006
L’aurora sale e scende
L’aurora sale e scende
Per le scale
Del palazzo di vetro
Che nella nostra lingua
Si chiama
Collina senza speranza
Tel belò tikvà
L’aurora sale e scende
Ma nessuno l’accoglie
Perchè non c’è domani
Nè speranza possibile.
La tregua ha divorato
Abbandonato Israele
Che ormai ha già capito
Che non ci sarà paradiso
Ma amori senza frutti
E libertà di fango
Israele ha già capito
Di essere sprofondata
In una grande melma
Di deliberazioni e leggi
Lasciandosi alle spalle
Sangue stagnante nei campi
Luce di speranza sepolta
Con catene e rumori
In un impudico sfida
Di deliberazioni e leggi
In un naufragio di sangue
Ora giungono scorpioni
E rospi
Che cantano stonati
Alzando grandi vessilli
In segno di vittoria.
Il bimbo piange e guarda
Con la voce sgozzata
Con tanti buchi profondi
Nella sua fronte bianca
Mentre la terra esala
Solo rumori di morte
L’aurora sale e scende
Ma qui nessuno l’accoglie
Perchè non c’è domani
Nè speranza possibile.
Per le scale
Del palazzo di vetro
Che nella nostra lingua
Si chiama
Collina senza speranza
Tel belò tikvà
L’aurora sale e scende
Ma nessuno l’accoglie
Perchè non c’è domani
Nè speranza possibile.
La tregua ha divorato
Abbandonato Israele
Che ormai ha già capito
Che non ci sarà paradiso
Ma amori senza frutti
E libertà di fango
Israele ha già capito
Di essere sprofondata
In una grande melma
Di deliberazioni e leggi
Lasciandosi alle spalle
Sangue stagnante nei campi
Luce di speranza sepolta
Con catene e rumori
In un impudico sfida
Di deliberazioni e leggi
In un naufragio di sangue
Ora giungono scorpioni
E rospi
Che cantano stonati
Alzando grandi vessilli
In segno di vittoria.
Il bimbo piange e guarda
Con la voce sgozzata
Con tanti buchi profondi
Nella sua fronte bianca
Mentre la terra esala
Solo rumori di morte
L’aurora sale e scende
Ma qui nessuno l’accoglie
Perchè non c’è domani
Nè speranza possibile.
Thursday, August 17, 2006
La morte passeggia sul fiume
La morte
Passeggia sul fiume
Con un assurdo seguito
Di illusioni già spente.
La morte festeggia ora
Con la stessa cadenza
Di ieri
E guarda passare d-o
Avvolto in una nube.
Il campo si lamenta
Con tanti occhi aperti
Che guardano la solitudine
Dei loro cuori di giglio.
Gli scorpioni del campo
Si sono mangiati la vita
Mentre la morte tesse
Con rapide mani
Le tele del mistero,
Per coprire i ragazzi
Dormenti
E poi riempire di muffa
I loro sogni infantili.
Ragazzi chiudete gli occhi
È ora di andarsene
Lasciate il vostro sentiero!
Troverete, ve lo assicuro,
Un luogo con tanta luce
In cui vedrete le stelle.
Ma tu mio d-o
Onnipotente
Sei sordo?
O grande mio d-o
Assonnato
Sei cieco?
Passeggia sul fiume
Con un assurdo seguito
Di illusioni già spente.
La morte festeggia ora
Con la stessa cadenza
Di ieri
E guarda passare d-o
Avvolto in una nube.
Il campo si lamenta
Con tanti occhi aperti
Che guardano la solitudine
Dei loro cuori di giglio.
Gli scorpioni del campo
Si sono mangiati la vita
Mentre la morte tesse
Con rapide mani
Le tele del mistero,
Per coprire i ragazzi
Dormenti
E poi riempire di muffa
I loro sogni infantili.
Ragazzi chiudete gli occhi
È ora di andarsene
Lasciate il vostro sentiero!
Troverete, ve lo assicuro,
Un luogo con tanta luce
In cui vedrete le stelle.
Ma tu mio d-o
Onnipotente
Sei sordo?
O grande mio d-o
Assonnato
Sei cieco?
Monday, August 14, 2006
Il mondo si e' rassegnato
In questo putrido giorno
Il mondo ha firmato una tregua
Abbandonando nel campo
Tanti soldati morti
Caduti lenti al suolo
Come foglie d’autunno.
Grandi uccelli neri
Guardano dall’alto
Immobili
Increduli
Un mondo rassegnato
Assediato dalla paura.
Contro tutta la vita
Il mondo si è rassegnato
Ed ha firmato una tregua
Il mondo ha firmato una tregua
Abbandonando nel campo
Tanti soldati morti
Caduti lenti al suolo
Come foglie d’autunno.
Grandi uccelli neri
Guardano dall’alto
Immobili
Increduli
Un mondo rassegnato
Assediato dalla paura.
Contro tutta la vita
Il mondo si è rassegnato
Ed ha firmato una tregua
Saturday, August 12, 2006
Oggi è il 12 agosto
Oggi è il 12 agosto
Domani sarai seppellito.
Ricordi quella sera
Mentre camminavamo
Ridendo
Braccio sotto braccio?
Fu allora che tu mi mostrasti
Le stelle dell’orsa
Costellazione errante
Di sette piccole luci.
Fu allora che tu mi portasti
Nel tuo sogno di stelle
E mi conducesti verso
Primavere segrete.
Oggi è il 12 agosto
Ma l’odio
Miserabile
Vile
Non si è voluto fermare
Trascinandoti giù
Nel profondo infinito
Della miseria dell’uomo.
Ora la vita è fuggita
Dai calici del tuo petto
E corre ansiosamente
Verso mari puliti
Pieni di piccole lune
Che accarezzano il vento.
Verso praterie ridenti
Dove tremano i sogni
Dove c’è solo vita
Che arde scostumata,
Dove il pericolo cupo
Non scivola dai tetti
E la pace dilaga
Come un petalo
Nauseabondo
Oggi è il 12 agosto
Domani sarai seppellito.
Sei fuggito solo
Verso colline e fiumi
In un posto segreto
Dove i fiori
Non rovesciano lenti
Profumi di morte
Oggi è il 12 agosto
Domani sarai seppellito.
Domani sarai seppellito.
Ricordi quella sera
Mentre camminavamo
Ridendo
Braccio sotto braccio?
Fu allora che tu mi mostrasti
Le stelle dell’orsa
Costellazione errante
Di sette piccole luci.
Fu allora che tu mi portasti
Nel tuo sogno di stelle
E mi conducesti verso
Primavere segrete.
Oggi è il 12 agosto
Ma l’odio
Miserabile
Vile
Non si è voluto fermare
Trascinandoti giù
Nel profondo infinito
Della miseria dell’uomo.
Ora la vita è fuggita
Dai calici del tuo petto
E corre ansiosamente
Verso mari puliti
Pieni di piccole lune
Che accarezzano il vento.
Verso praterie ridenti
Dove tremano i sogni
Dove c’è solo vita
Che arde scostumata,
Dove il pericolo cupo
Non scivola dai tetti
E la pace dilaga
Come un petalo
Nauseabondo
Oggi è il 12 agosto
Domani sarai seppellito.
Sei fuggito solo
Verso colline e fiumi
In un posto segreto
Dove i fiori
Non rovesciano lenti
Profumi di morte
Oggi è il 12 agosto
Domani sarai seppellito.
Thursday, August 10, 2006
Dolce ragazza schiva
Dolce ragazza schiva
Creazione viva,
Parola senz’eco
E senza risposta,
Nella mia vita tu vivi
Come il vento sul mare
Che incurva le ali
Delle gabbiane erranti.
Da quando tu sei andata
Gemono le foglie degli alberi
E il vento lieve avvolge
In spirali lentissime
I frutti del gelso antico.
D-o che creò le onde del mare
Le acque del Kinneret
Il monte del Gilboa
Creò la tua bocca di fragola
Che sorrideva allegra
Come un’ultima rosa.
Il mio cuore ti cerca
Cerca
Con nostalgia
La tua voce lieve.
Dolce ragazza schiva,
Definitiva come le viole,
Come il Giordano lento
E come il mare verde
Nel mio deserto tu vivi
Come l’ultimo fiore
Decapitato sull’acqua.
Dolce ragazza schiva
Insegnami la strada
Sull’arco della speranza
Creazione viva,
Parola senz’eco
E senza risposta,
Nella mia vita tu vivi
Come il vento sul mare
Che incurva le ali
Delle gabbiane erranti.
Da quando tu sei andata
Gemono le foglie degli alberi
E il vento lieve avvolge
In spirali lentissime
I frutti del gelso antico.
D-o che creò le onde del mare
Le acque del Kinneret
Il monte del Gilboa
Creò la tua bocca di fragola
Che sorrideva allegra
Come un’ultima rosa.
Il mio cuore ti cerca
Cerca
Con nostalgia
La tua voce lieve.
Dolce ragazza schiva,
Definitiva come le viole,
Come il Giordano lento
E come il mare verde
Nel mio deserto tu vivi
Come l’ultimo fiore
Decapitato sull’acqua.
Dolce ragazza schiva
Insegnami la strada
Sull’arco della speranza
Wednesday, August 09, 2006
Da Teheran risuona
Da Teheran
Risuona
Il passo degli invasori .
Risuona, risuona
Attraversando fiumi
Sotto il vessillo pauroso
Del metafisico male.
Il passo dei mostri risuona
Da Teheran risuona
Risuona
Risuona nei fiumi
Ed al passaggio calpesta
Le viole,
La rugiada,
Le palme
Ed i cedri.
Non sarà amore il mio amore,
Non sarà sogno il mio sogno
Non sarà aria l’aria
Non sarà mare il mio mare
Finchè non sarà fermato
Il mostro di Teheran.
Colpo su colpo
Strato su strato
Le foglie della paura
Ricopriranno la terra
Siamo assediati da giorni,
Da mesi,
Da anni
Da mostri che io conosco
E gli ospedali
Le case
Le scuole
E gli uffici postali
Hanno finestre corrose dal pianto
A che servono i versi
Se spade amare ti esplorano
Da Teheran ti esplorano
E un rapace
Giunge ogni notte
A mordere i letti?
A che servono i versi se
I passi del mostro
Risuonano
Nelle valli
Nei fiumi
E nelle montagne?
Risuona
Il passo degli invasori .
Risuona, risuona
Attraversando fiumi
Sotto il vessillo pauroso
Del metafisico male.
Il passo dei mostri risuona
Da Teheran risuona
Risuona
Risuona nei fiumi
Ed al passaggio calpesta
Le viole,
La rugiada,
Le palme
Ed i cedri.
Non sarà amore il mio amore,
Non sarà sogno il mio sogno
Non sarà aria l’aria
Non sarà mare il mio mare
Finchè non sarà fermato
Il mostro di Teheran.
Colpo su colpo
Strato su strato
Le foglie della paura
Ricopriranno la terra
Siamo assediati da giorni,
Da mesi,
Da anni
Da mostri che io conosco
E gli ospedali
Le case
Le scuole
E gli uffici postali
Hanno finestre corrose dal pianto
A che servono i versi
Se spade amare ti esplorano
Da Teheran ti esplorano
E un rapace
Giunge ogni notte
A mordere i letti?
A che servono i versi se
I passi del mostro
Risuonano
Nelle valli
Nei fiumi
E nelle montagne?
Tuesday, August 01, 2006
Che motivo avrei di disprezzare la guerra?
Con la stessa tranquillita'
Con cui il polline dei fiori
Si affida al vento
Oggi mi affido alla guerra.
Che motivo avrei di disprezzarla
Che motivo avrei di disprezzare
Una guerra che mi permettera'
Domani
Di bere tranquilla
Le gocce di rugiada?
Se tu sapessi
Come mi sento infelice
Vedendo coi miei occhi
Le strane ferite dei
Bambini raccolti
Come inutile mercanzia
Sotto cumuli di calcinacci!
Ma la morte accerchia la mia casa
E a nulla vale chiedersi
Cos’e' la guerra.
Domani la guerra, non temere,
Si perdera' nella dimenticanza
Della pace
E se la vinceremo
Troveremo un filo
Che portera' ad un bosco
Dove si vede la vita.
Per me oggi la guerra
e' la speranza di un bacio
Nella tranquillita' del mio nido,
Che motivo avrei, amico,
Di disprezzare la guerra?
Con cui il polline dei fiori
Si affida al vento
Oggi mi affido alla guerra.
Che motivo avrei di disprezzarla
Che motivo avrei di disprezzare
Una guerra che mi permettera'
Domani
Di bere tranquilla
Le gocce di rugiada?
Se tu sapessi
Come mi sento infelice
Vedendo coi miei occhi
Le strane ferite dei
Bambini raccolti
Come inutile mercanzia
Sotto cumuli di calcinacci!
Ma la morte accerchia la mia casa
E a nulla vale chiedersi
Cos’e' la guerra.
Domani la guerra, non temere,
Si perdera' nella dimenticanza
Della pace
E se la vinceremo
Troveremo un filo
Che portera' ad un bosco
Dove si vede la vita.
Per me oggi la guerra
e' la speranza di un bacio
Nella tranquillita' del mio nido,
Che motivo avrei, amico,
Di disprezzare la guerra?
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