La morte
Inevitabile
Fluttua
Lentamente
In cerca di defunti,
In cerca di vittime.
La morte corre sui missili
“Zeva adom”
“Colore rosso”
Urla nell’aria
Con voce grave e profonda.
La morte medita,
Non sa chi scegliere.
Vede il soldato
Scruta il bambino
E li guarda indecisa.
La morte che conosco io
E' un mostro verde
Vestito da generale
Bocca gelatinosa,
Missili nelle scarpe
E i suoi passi hanno un suono
Sottile e uniforme.
Ma quando io la vedo
Canto,
Invoco
Chiedo
Agli angeli del cielo
Di venirmi in aiuto.
Io la conosco poco
Non ho molta esperienza
Ma sono certa che la morte
Abbia paura degli angeli.
E se volete che si allontani
Chiamate gli angeli
Come faccio io.
Wednesday, December 31, 2008
Monday, December 15, 2008
Che fatica mi costa
Che fatica mi costa
Portarti nel cuore
Coi tuoi ruscelli
Che baciano il vento
Quasi senza toccarlo,
Con la tua luna
Che infilza nel mare
Il suo raggio di luce
Quasi senza toccarlo
Con i tuoi baci
Che appoggi ogni notte
Sulle mie cosce frementi
Quasi senza toccarmi.
Che fatica mi costa amarti
Quando mi apri
Con mano verde
Sette ferite aperte.
Che fatica mi costa
Amarti in un mondo
Pieno di prati immensi
Dove l’amore
Non vuole morire.
Portarti nel cuore
Coi tuoi ruscelli
Che baciano il vento
Quasi senza toccarlo,
Con la tua luna
Che infilza nel mare
Il suo raggio di luce
Quasi senza toccarlo
Con i tuoi baci
Che appoggi ogni notte
Sulle mie cosce frementi
Quasi senza toccarmi.
Che fatica mi costa amarti
Quando mi apri
Con mano verde
Sette ferite aperte.
Che fatica mi costa
Amarti in un mondo
Pieno di prati immensi
Dove l’amore
Non vuole morire.
Sunday, December 14, 2008
Un giorno la morte busso' alla mia porta
Un giorno la morte
Bussò alla mia porta.
Vestita di perle e smeraldi
Sembrava una fata.
“Non volare”, mi disse
“hai un’ala ferita.
Con baci ed unguenti
Io ti curerò”.
Da allora comprendo
Il lamento del vento
Capisco i misteri
Dei campi infiniti
Ma spesso ripenso
Al mio mondo di prima
Un mondo di canti
E immensa allegria
Un mondo di baci
E di cosce frementi
Un mondo di versi
Tranquilli e sereni.
La morte un giorno
Bussò alla mia porta
Per togliermi l’anima
E l’innocenza.
Bussò alla mia porta.
Vestita di perle e smeraldi
Sembrava una fata.
“Non volare”, mi disse
“hai un’ala ferita.
Con baci ed unguenti
Io ti curerò”.
Da allora comprendo
Il lamento del vento
Capisco i misteri
Dei campi infiniti
Ma spesso ripenso
Al mio mondo di prima
Un mondo di canti
E immensa allegria
Un mondo di baci
E di cosce frementi
Un mondo di versi
Tranquilli e sereni.
La morte un giorno
Bussò alla mia porta
Per togliermi l’anima
E l’innocenza.
¡Ay que sinrazón!
Cuando las olas del mar
Empañen las nubes del viento
Yo te diré que te quiero
Que me muero por ti.
Yo ansío verte llegar
Una tarde por Tel Aviv
Con toda la luz salada
Por la nostalgia del mar
¿Vendrás? Dime ¿vendrás?
En Tel Aviv y en Roma
Pienso solo en quererte
Y me muero por ti.
¡Ay que sinrazón!
No hay minuto del día
Que estar contigo no quiera
Empañen las nubes del viento
Yo te diré que te quiero
Que me muero por ti.
Yo ansío verte llegar
Una tarde por Tel Aviv
Con toda la luz salada
Por la nostalgia del mar
¿Vendrás? Dime ¿vendrás?
En Tel Aviv y en Roma
Pienso solo en quererte
Y me muero por ti.
¡Ay que sinrazón!
No hay minuto del día
Que estar contigo no quiera
Saturday, December 13, 2008
Come allora, Ronit, come allora
In una notte lontana
Su un monte solitario
Senza rumori nè venti
Io vidi un angelo grande
Nel campo del cimitero.
Vidi le rose fiorire
Al suono della sua voce
Vidi la luna nascondersi
Sotto la tela di un ragno gigante
E vidi l’orizzonte spezzarsi
In canti monotoni e lenti.
In una notte lontana
Su un monte solitario
Senza rumori nè venti
La principessa del nulla
Mi disse shalom sotto il marmo
Lasciandomi in dono l’odore
Di gigli, di rose e d’incenso
Oh principessa del nulla
La tomba che ti protegge
Riassume la mia tristezza.
Ed io vorrei fuggire
In un universo di alfabeti
Di figuristi italiani sui libri,
Di fotocopie e parole.
Senza più rose nè gigli nè monti
Come allora, Ronit, come allora.
Su un monte solitario
Senza rumori nè venti
Io vidi un angelo grande
Nel campo del cimitero.
Vidi le rose fiorire
Al suono della sua voce
Vidi la luna nascondersi
Sotto la tela di un ragno gigante
E vidi l’orizzonte spezzarsi
In canti monotoni e lenti.
In una notte lontana
Su un monte solitario
Senza rumori nè venti
La principessa del nulla
Mi disse shalom sotto il marmo
Lasciandomi in dono l’odore
Di gigli, di rose e d’incenso
Oh principessa del nulla
La tomba che ti protegge
Riassume la mia tristezza.
Ed io vorrei fuggire
In un universo di alfabeti
Di figuristi italiani sui libri,
Di fotocopie e parole.
Senza più rose nè gigli nè monti
Come allora, Ronit, come allora.
Wednesday, December 03, 2008
Oggi la pioggia bacia
Oggi la pioggia bacia
Gli alberi del mio giardino
Depositando ritmi
Sui fiori e sulle foglie
Il cielo è tutto cenere
La luna fredda e remota,
Non avendomi riconosciuta,
Allontana da me il suo sguardo.
Eppure nella mia valle,
Quand’ero bimba e buona.
La guardavo negli occhi
E lei mi sorrideva.
Mio D-o onnipotente
Invece di darmi un cuore
Con tanti ruscelli e pini
Avresti dovuto darmelo
Pieno di serpenti e jene.
Non chiedo grandi cose,
Io voglio soltanto
la pietra preziosa
Di ogni giorno che passa
Dimmi oh mio d-o sei muto?
Dimmi oh mio d-o sei sordo?
Non ti giunge, oh mio d-o
L’eco del nostro dolore?
In che ti abbiamo deluso?
Gli alberi del mio giardino
Depositando ritmi
Sui fiori e sulle foglie
Il cielo è tutto cenere
La luna fredda e remota,
Non avendomi riconosciuta,
Allontana da me il suo sguardo.
Eppure nella mia valle,
Quand’ero bimba e buona.
La guardavo negli occhi
E lei mi sorrideva.
Mio D-o onnipotente
Invece di darmi un cuore
Con tanti ruscelli e pini
Avresti dovuto darmelo
Pieno di serpenti e jene.
Non chiedo grandi cose,
Io voglio soltanto
la pietra preziosa
Di ogni giorno che passa
Dimmi oh mio d-o sei muto?
Dimmi oh mio d-o sei sordo?
Non ti giunge, oh mio d-o
L’eco del nostro dolore?
In che ti abbiamo deluso?
Monday, December 01, 2008
mia versione libera di Yerushalaim shel zahav
Aria di monti chiara e vibrante
e profumo di pini.
Mormora il vento
sotto le ombre massicce
delle campane al tramonto
Nel sonno di alberi e pietre
sei incatenata ai tuoi sogni,
o mia città solitaria,
con un muro nel cuore
che ti piega la fronte.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
I pozzi d’acqua son secchi,
Le piazze desertee il monte del tempio
è avvolto in un silenzio di pietra.
Nel ventre dei monti
piangono i venti
e nessuno può scendere
passando per Gerico
fino al Mare del Sale.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
Il grido lascia nel vento
l’ombra di un umile canto
che tesse le lodi
dell’ultimo dei tuoi poeti
Il tuo nome le labbra mi brucia
come il bacio di un serafino
e se ti dimentico, o mia città d’oro,
mi si attacchi la lingua al palato.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
Siamo tornati ai pozzi d’acqua
al mercato e alla piazza
e lo shofar lancia ellissi
di gridi
dal monte del tempio.
Nelle grotte scavate dal tempo
splendono soli e cristalli
e noi ora scendiamo
passando per Gerico
fino al Mare del Sale.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
e profumo di pini.
Mormora il vento
sotto le ombre massicce
delle campane al tramonto
Nel sonno di alberi e pietre
sei incatenata ai tuoi sogni,
o mia città solitaria,
con un muro nel cuore
che ti piega la fronte.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
I pozzi d’acqua son secchi,
Le piazze desertee il monte del tempio
è avvolto in un silenzio di pietra.
Nel ventre dei monti
piangono i venti
e nessuno può scendere
passando per Gerico
fino al Mare del Sale.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
Il grido lascia nel vento
l’ombra di un umile canto
che tesse le lodi
dell’ultimo dei tuoi poeti
Il tuo nome le labbra mi brucia
come il bacio di un serafino
e se ti dimentico, o mia città d’oro,
mi si attacchi la lingua al palato.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
Siamo tornati ai pozzi d’acqua
al mercato e alla piazza
e lo shofar lancia ellissi
di gridi
dal monte del tempio.
Nelle grotte scavate dal tempo
splendono soli e cristalli
e noi ora scendiamo
passando per Gerico
fino al Mare del Sale.
Gerusalemme d’oro di bronzo e di luce
sulle corde degli archi trema il mio canto.
Saturday, November 08, 2008
Uomini dalla dura cervice
mio Giordano
è la fonte
Dove i miei sogni gemono,
È la mia spalla molle
Su cui appoggio il dolore
Il dolore.
Il mio Giordano
E’ un bimbo dolente
Che non si abitua
Alla morte
Alla morte
E corre verso il mare
Cogliendo semenze
E nuvole.
Cadaveri di gabbiane
E piccoli scheletri
Dondolano nella penombra.
E uomini dalla dura cervice
Insegnano canti ai monti
Il mio Giordano
È un fiume tranquillo
Dove nessuno
Piange negli angoli
E tutti cantano suoni,
Cristalli e arene
Arene
E d-o con mani pietose
Distribuisce pace
Pace
E semina amore
Amore
è la fonte
Dove i miei sogni gemono,
È la mia spalla molle
Su cui appoggio il dolore
Il dolore.
Il mio Giordano
E’ un bimbo dolente
Che non si abitua
Alla morte
Alla morte
E corre verso il mare
Cogliendo semenze
E nuvole.
Cadaveri di gabbiane
E piccoli scheletri
Dondolano nella penombra.
E uomini dalla dura cervice
Insegnano canti ai monti
Il mio Giordano
È un fiume tranquillo
Dove nessuno
Piange negli angoli
E tutti cantano suoni,
Cristalli e arene
Arene
E d-o con mani pietose
Distribuisce pace
Pace
E semina amore
Amore
Tuesday, October 28, 2008
In questo lussurioso mese di tishrei
In questo lussurioso
Mese di tishrei
Il cavaliere azzurro
Cavalca
Soavemente muto
E silenzioso.
Il cavaliere azzurro passa
Tremando di passione.
Lei presentendo la morte vicina
Si apre come un fiore.
Timidi e casti sono i colori
Dell’abito che indossa
Vaghi e sensuali i suoi occhi
Grida di gioia e colori
Precipitano
E si fondono
In un accordo azzurro d’amore.
Suonano i colori
Canta la luce
E in questa notte magica
Sempre lo stesso accordo.
Il cavalierel’accarezza
Voluttuosamente
Con sensualità abissale
Come l’onda del mare
Accarezza la riva.
Il cavaliere azzurro passa
Come un fantasma passa
Al ritmo lento
Dell’antica tristezza
Poi finalmente
Precipita nel suo
Calice aperto
Mese di tishrei
Il cavaliere azzurro
Cavalca
Soavemente muto
E silenzioso.
Il cavaliere azzurro passa
Tremando di passione.
Lei presentendo la morte vicina
Si apre come un fiore.
Timidi e casti sono i colori
Dell’abito che indossa
Vaghi e sensuali i suoi occhi
Grida di gioia e colori
Precipitano
E si fondono
In un accordo azzurro d’amore.
Suonano i colori
Canta la luce
E in questa notte magica
Sempre lo stesso accordo.
Il cavalierel’accarezza
Voluttuosamente
Con sensualità abissale
Come l’onda del mare
Accarezza la riva.
Il cavaliere azzurro passa
Come un fantasma passa
Al ritmo lento
Dell’antica tristezza
Poi finalmente
Precipita nel suo
Calice aperto
Monday, October 20, 2008
Vorrei morire, tanto sei dolce
Vorrei morire tanto sei dolce
Avvolto nel tuo fluido amniotico
Non temere di venire al mondo,
Gli assassini non ti toccheranno
Senti come scendono
Precipitosi le scale?
Ad attenderti ci sono io
Con alberi e nidi,
Con acque dorate
Rampicanti antichi
E piccole gabbiane
Verdi e azzurre che
Metteranno nidi
Nei tuoi capelli rossi.
Per te costruirò città d’oro
E i tuoi occhi vedranno
Respirare il Giordano
Fremere i boschi
Metterò corone di stelle
E tante lune
Sul tuo capo puro
E intesserò nei tuoi capelli
Fili con verdi riflessi
Non temere di venire
Al mondo
Vedi l’arcobaleno in cielo?
Vedi l’albero del mio gelso?
Vorrei morire tanto sei dolce
Avvolto nel tuo fluido amniotico
Avvolto nel tuo fluido amniotico
Non temere di venire al mondo,
Gli assassini non ti toccheranno
Senti come scendono
Precipitosi le scale?
Ad attenderti ci sono io
Con alberi e nidi,
Con acque dorate
Rampicanti antichi
E piccole gabbiane
Verdi e azzurre che
Metteranno nidi
Nei tuoi capelli rossi.
Per te costruirò città d’oro
E i tuoi occhi vedranno
Respirare il Giordano
Fremere i boschi
Metterò corone di stelle
E tante lune
Sul tuo capo puro
E intesserò nei tuoi capelli
Fili con verdi riflessi
Non temere di venire
Al mondo
Vedi l’arcobaleno in cielo?
Vedi l’albero del mio gelso?
Vorrei morire tanto sei dolce
Avvolto nel tuo fluido amniotico
Sunday, October 19, 2008
Se vuoi respirare d-o
Se vuoi respirare d-o
Vieni con me
Nel mio eden,
Se mi dai la tua mano
Te lo voglio narrare io.
Troverai fiumi pieni
Di latte e di miele,
Alberi che danno ombra
A bianchi sepolcri vuoti.
Sentirai toni minori,
Sinfonie lontane,
Accordi magnifici
Monotoni e azzurri
E vedrai cavalieri buoni
Che danno alle ragazze
Le gambe che hanno perduto,
Se vuoi respirare d-o
Vieni con me
Nel mio eden,
Dove si consuma l’amore
Inzuppato di bagnata lussuria,
Sentirai odore d’incenso e di mirra
E vedrai torri d’argento
E gabbiane che volano
Sotto la luna.
Se vuoi respirare d-o
Vieni con me
Nel mio eden,
Se mi dai la tua mano
Te lo voglio narrare io.
Vieni con me
Nel mio eden,
Se mi dai la tua mano
Te lo voglio narrare io.
Troverai fiumi pieni
Di latte e di miele,
Alberi che danno ombra
A bianchi sepolcri vuoti.
Sentirai toni minori,
Sinfonie lontane,
Accordi magnifici
Monotoni e azzurri
E vedrai cavalieri buoni
Che danno alle ragazze
Le gambe che hanno perduto,
Se vuoi respirare d-o
Vieni con me
Nel mio eden,
Dove si consuma l’amore
Inzuppato di bagnata lussuria,
Sentirai odore d’incenso e di mirra
E vedrai torri d’argento
E gabbiane che volano
Sotto la luna.
Se vuoi respirare d-o
Vieni con me
Nel mio eden,
Se mi dai la tua mano
Te lo voglio narrare io.
Sunday, October 05, 2008
E' cosi bella la vita!
Sul monte Gilboa c’è una torre
Che sa di miele e tristezza
E i morti giocano a dama
Sul manto d’ombra del prato.
“E’ cosi triste la vita
Nel cimitero!”
Piange la luna sui colli.
Sul monte Gilboa c’è una torre
Che oscura i miei occhi col canto
E i morti giocano a dama
“E’ cosi triste la vita
Nel cimitero!”
Piange la luna sui colli
Penelope immensa di luce
Tesse una nuova giornata
“E’ cosi bella la vita
In questo giardino dell’eden!”
Mormora il sole sui colli.
Che sa di miele e tristezza
E i morti giocano a dama
Sul manto d’ombra del prato.
“E’ cosi triste la vita
Nel cimitero!”
Piange la luna sui colli.
Sul monte Gilboa c’è una torre
Che oscura i miei occhi col canto
E i morti giocano a dama
“E’ cosi triste la vita
Nel cimitero!”
Piange la luna sui colli
Penelope immensa di luce
Tesse una nuova giornata
“E’ cosi bella la vita
In questo giardino dell’eden!”
Mormora il sole sui colli.
solitudine e nostalgia
Frenesia di pioggia
E correnti d’ombra
Sotto il tumulto dei grattacieli.
Eco di voci bruciate sui ponti
Impeto meccanico negli ascensori
Feste e ricevimenti
Saluti ed inchini.
Oh impeto primitivo dei cedri!
Oh eterna allegria delle valli!
Come piange l’acqua sui tetti!
Come piange il vento sui colli!
Solitudine e nostalgia
Di notti chiare
Quando sulla terrazza
Lottavo con la luna
E contavo le stelle.
E correnti d’ombra
Sotto il tumulto dei grattacieli.
Eco di voci bruciate sui ponti
Impeto meccanico negli ascensori
Feste e ricevimenti
Saluti ed inchini.
Oh impeto primitivo dei cedri!
Oh eterna allegria delle valli!
Come piange l’acqua sui tetti!
Come piange il vento sui colli!
Solitudine e nostalgia
Di notti chiare
Quando sulla terrazza
Lottavo con la luna
E contavo le stelle.
Saturday, October 04, 2008
Una ragazza normale
Karmit trascorreva giornate tranquille: studiava leggeva il giornale ascoltava la musica e le notizie alla radio. Una sera udì la voce del presidente degli Stati Uniti che parlava di crisi finanziaria. Il notiziario riportava anche notizie su Israele e Karmit seppe che i servizi di sicurezza israeliani avevano arrestato a Natania una ragazza palestinese di 16 anni che aveva minacciato di compiere un attentato suicida. Vide la foto: sembrava una ragazza normale.. La notizia la riempì di tristezza e disse: “Padre, io odio la guerra. Ma la guerra a volte è il male minore. Abbiamo scelto il male minore. Questa è la vera natura di una scelta. Ma ciò nonostante sento che siamo tutti marchiati. Chi ha conosciuto la peggiore maledizione della storia dell’uomo, non potrà mai varcare le soglie dell’eden°.
Suo padre non rispose. Le prese una mano e Karmit si ritrovò a fissare due occhi tristi grigi, la bocca delicata sensibile incurvata in un sorriso.
Suo padre non rispose. Le prese una mano e Karmit si ritrovò a fissare due occhi tristi grigi, la bocca delicata sensibile incurvata in un sorriso.
Sotto i prati del cielo
Sotto i prati del cielo
Cammina la luna crescente
E tesse strofe d’argento
Ma la luna, dovete sapere,
È un pessimo poeta,
Dovete farla tacere.
Pioggia serena
Sulle colline
Sui fiumi e sui laghi
Sotto il cielo del Minnesota,
Pioggia pacifica,
Miele celeste
E pace grave e divina.
Nell’aria sonora
Vita e morte
Si guardano
Senza ritmo
Nè stelle nè fede.
Sotto i prati del cielo
Cammina la luna crescente
E tesse strofe d’argento
Ma la luna, dovete sapere,
È un pessimo poeta,
Dovete farla tacere.
Cammina la luna crescente
E tesse strofe d’argento
Ma la luna, dovete sapere,
È un pessimo poeta,
Dovete farla tacere.
Pioggia serena
Sulle colline
Sui fiumi e sui laghi
Sotto il cielo del Minnesota,
Pioggia pacifica,
Miele celeste
E pace grave e divina.
Nell’aria sonora
Vita e morte
Si guardano
Senza ritmo
Nè stelle nè fede.
Sotto i prati del cielo
Cammina la luna crescente
E tesse strofe d’argento
Ma la luna, dovete sapere,
È un pessimo poeta,
Dovete farla tacere.
Sunday, September 28, 2008
L'Italia e' bellezza
Iniziò a piovere. I lampi giocavano sul mare e lo spazio attorno a lei si riempiva di vibrazioni. Iniziò a riordinare i libri. Fra le pagine scorse una cartolina. Gliel’aveva mandata Tal da Bologna e portava la data del 12 dicembre 2002, una settimana prima che rientrasse in Israele. La cartolina le aveva riportato davanti agli occhi il bel volto dell’amica, i suoi capelli biondi, il suo sorriso malizioso quando le parlava di “esercitazioni sessuali”. Lesse a voce alta: “L’Italia è bellezza e la bellezza è l’Italia”. Attraverso la finestra vedeva l’immensa volta del cielo. Un cane abbaiò da un balcone vicino, un latrato debole e sconsolato. L’Italia è bellezza e la bellezza è l’Italia. Karmit sapeva che non ci sarebbe più andata e avrebbe continuato a guardarla da lontano, l’Italia che amava. Gli israeliani non sono ben visti in Italia, pensò. Karmit lo sapeva. Glielo ripetevano ogni sera in Paltalk. No, non ci sarebbe più andata.
Saturday, September 27, 2008
Arabismo equivale a razzismo
Arabismo equivale a razzismo. Questo fenomeno si evidenzia non solo nel conflitto Israelo-palestinese, ma in altri conflitti come ad esempio: il conflitto arabo-berbero, arabo-kurdo, arabo-negro africano, arabo-copto, arabo-sirio, arabo-non arabo in Libano. A milioni di indigeni non arabi è stata negata qualsiasi identità e le pulizie etniche a livello fisico, politico e culturale sono state sempre una prassi nei paesi arabi.
Il nazionalismo arabo è sempre stato oppressivo nei confronti di non arabi, o delle minoranze non arabe mussulmane come gli amazigh, o i berberi, o i kurdi cui sono sempre stati negati diritti politici e civili. Persino i maroniti, pur essendo immuni in Libano da quest’emarginazione guardano con preoccupazione il razzismo panarabo. Il razzismo arabo ha sempre sostenuto l’unità araba e l’islam a spese dei popoli non arabi e non mussulmani. E’ inutile tentare di sviare l’attenzione mondiale dalle atrocità arabe e mussulmane commesse contro cristiani, kurdi, ebrei, israeliani, copti, sudanesi non arabi Non dimentichiamo che il massacro dei kurdi non è mai stato condannato da nessun intellettuale o leader arabo Ciò deriva dal fatto che l’attitudine prevalente nella mente araba è che tutto il medio oriente deve essere arabo. Ciò spiega anche l’attitudine nei confronti di Israele, un paese abitato in prevalenza da non arabi.
Campione di questo panarabismo razzista fu Gamal Abdul Nasser che usava il falso libello zarista °I protocolli degli anziani di SIon” nella sua guerra contro Israele. Sia l’ideologia panarabica che l’ideologia panislamica hanno guardato la Germania di Hitler come modello da imitare. Haj Amin al Husseini espresse la sua ammirazione per il modo in cui i tedeschi avevano risolto definitivamente il problema ebraico. Gamal Abdul Nasser e Haj Amin al Husseini avevano affinità di vedute. Il Mufti: Haj Amin Al-Husseini da Berlino rivolge un discorso alle truppe mussulmane naziste delle SS e dice: “Uccidete ebrei ovunque li troviate. Questo è il volere di d-o, della storia e della religione. Cosi salverete il vostro onore, d-o sia con voi.
L’origine dei sentimenti antiebraici fra gli arabi non derivano da ciò che loro percepiscono come occupazione della Palestina e la creazione di Israele. Già nel 1886 a Petach Tikva effettuarono un terribile pogrom contro gli ebrei che vivevano allora in Palestina Non dimentichiamo i massacri di tutta millenaria comunità di Hevron nel 1929. Questo accadde molto prima della creazione di israele nel 1948 . Per anni si sono registrati attacchi contro insediamenti ebraici da parte di arabi.
Non dimentichiamo neppure per un momento l’espulsione di 900 000 ebrei dai paesi arabi. Faccio notare inoltre che la maggioranza di attacchi antisemitici negli ultimi anni sono da attribuire agli arabi. Molti attacchi contro ebrei sono stati perpetrati da arabi mussulmani francesi contro gli ebrei. Questo accade anche in Inghilterra, in Australia e in molte università americane canadesi.
lI razzismo arabo che demonizza gli ebrei e Israele si è fuso con il millenario antigiudaismo europeo . “Due sono I popoli che d-o non avrebbe dovuto creare: gli ebrei e le mosche " ho letto in un discorso di Haj Amin Al-Husseini.
. Questo razzismo è particolarmente pericoloso perchè l’odio contro gli ebrei viene descritto come volere di allah Il razzismo arabo palestinese è di uccidere solo ebrei in Israele solo per il fatto di essere ebrei,. Ricordate il caso di quell’italiano ucciso a Gerusalemme perchè creduto ebreo? Come ricordate gli arabi hanno subito chiesto scusa. “Non sapevamo che non fosse ebreo”.
Mentre in Israele vivono 1.500.000 arabi con pieni diritti, in nessuno paese arabo è concesso agli ebrei di essere cittadini e neppure di abitarvi. Israele viene accusata di essere uno stato apartheid. In realtà è il mondo arabo a avere apartheid oltre ad essere razzista e intollerante verso le altre religioni,
Non ci sarà pace in medio oriente finche gli arabi non considereranno gli ebrei come esseri umani
Il nazionalismo arabo è sempre stato oppressivo nei confronti di non arabi, o delle minoranze non arabe mussulmane come gli amazigh, o i berberi, o i kurdi cui sono sempre stati negati diritti politici e civili. Persino i maroniti, pur essendo immuni in Libano da quest’emarginazione guardano con preoccupazione il razzismo panarabo. Il razzismo arabo ha sempre sostenuto l’unità araba e l’islam a spese dei popoli non arabi e non mussulmani. E’ inutile tentare di sviare l’attenzione mondiale dalle atrocità arabe e mussulmane commesse contro cristiani, kurdi, ebrei, israeliani, copti, sudanesi non arabi Non dimentichiamo che il massacro dei kurdi non è mai stato condannato da nessun intellettuale o leader arabo Ciò deriva dal fatto che l’attitudine prevalente nella mente araba è che tutto il medio oriente deve essere arabo. Ciò spiega anche l’attitudine nei confronti di Israele, un paese abitato in prevalenza da non arabi.
Campione di questo panarabismo razzista fu Gamal Abdul Nasser che usava il falso libello zarista °I protocolli degli anziani di SIon” nella sua guerra contro Israele. Sia l’ideologia panarabica che l’ideologia panislamica hanno guardato la Germania di Hitler come modello da imitare. Haj Amin al Husseini espresse la sua ammirazione per il modo in cui i tedeschi avevano risolto definitivamente il problema ebraico. Gamal Abdul Nasser e Haj Amin al Husseini avevano affinità di vedute. Il Mufti: Haj Amin Al-Husseini da Berlino rivolge un discorso alle truppe mussulmane naziste delle SS e dice: “Uccidete ebrei ovunque li troviate. Questo è il volere di d-o, della storia e della religione. Cosi salverete il vostro onore, d-o sia con voi.
L’origine dei sentimenti antiebraici fra gli arabi non derivano da ciò che loro percepiscono come occupazione della Palestina e la creazione di Israele. Già nel 1886 a Petach Tikva effettuarono un terribile pogrom contro gli ebrei che vivevano allora in Palestina Non dimentichiamo i massacri di tutta millenaria comunità di Hevron nel 1929. Questo accadde molto prima della creazione di israele nel 1948 . Per anni si sono registrati attacchi contro insediamenti ebraici da parte di arabi.
Non dimentichiamo neppure per un momento l’espulsione di 900 000 ebrei dai paesi arabi. Faccio notare inoltre che la maggioranza di attacchi antisemitici negli ultimi anni sono da attribuire agli arabi. Molti attacchi contro ebrei sono stati perpetrati da arabi mussulmani francesi contro gli ebrei. Questo accade anche in Inghilterra, in Australia e in molte università americane canadesi.
lI razzismo arabo che demonizza gli ebrei e Israele si è fuso con il millenario antigiudaismo europeo . “Due sono I popoli che d-o non avrebbe dovuto creare: gli ebrei e le mosche " ho letto in un discorso di Haj Amin Al-Husseini.
. Questo razzismo è particolarmente pericoloso perchè l’odio contro gli ebrei viene descritto come volere di allah Il razzismo arabo palestinese è di uccidere solo ebrei in Israele solo per il fatto di essere ebrei,. Ricordate il caso di quell’italiano ucciso a Gerusalemme perchè creduto ebreo? Come ricordate gli arabi hanno subito chiesto scusa. “Non sapevamo che non fosse ebreo”.
Mentre in Israele vivono 1.500.000 arabi con pieni diritti, in nessuno paese arabo è concesso agli ebrei di essere cittadini e neppure di abitarvi. Israele viene accusata di essere uno stato apartheid. In realtà è il mondo arabo a avere apartheid oltre ad essere razzista e intollerante verso le altre religioni,
Non ci sarà pace in medio oriente finche gli arabi non considereranno gli ebrei come esseri umani
Sunday, September 21, 2008
In biblioteca
Karmit seduta in biblioteca stava leggendo alcuni brani della “Biografia di Colonna e Mitelli” del Malvasia, scritta in un italiano contorto. Nonostante le difficoltà a comprendere il testo, Karmit provava una strana consolazione nel leggerlo, come se la lettura le riportasse in vita Tal che a Colonna e Mitelli aveva dedicato gli ultimi mesi della sua vita. Karmit cercò di immaginarla viva nella biblioteca dell’Università di Bologna, intenta a fotocopiare centinaia di pagine scritte in una lingua a lei del tutto sconosciuta. Non capiva perchè quella lettura la commovesse a tal punto. La attivano le ricorrenti immagini di bibliche e mitologiche, le descrizioni accurate dei dipinti dei due figuristi italiani. Rimase così per ore, seduta nella biblioteca fra i libri silenziosi. Poi appoggiò il capo sul tavolo e lentamente scivolò nel dormiveglia. Fu allora che la ragazza sentì la presenza gelida dell’angelo della morte, paziente e silenzioso. La luce del tramonto illuminava la sua capigliatura rossa. La faccia nascosta nell’incavo del braccio, il collo scoperto, sembrava una vittima sacrificale.
Cercai di immaginarla viva
In una giornata di sole,
Quando il mare verde danzava
Ebbro sulla nostra spiaggia,
O in quelle sere di sogno
Quando sulla riva del fiume
Ballavamo la hora
E i suoi lunghi ricci biondi
Si dondolavano lenti sotto i rami d’ulivo.
Cercai di immaginarla viva
In una giornata di sole,
Quando il mare verde danzava
Ebbro sulla nostra spiaggia,
O in quelle sere di sogno
Quando sulla riva del fiume
Ballavamo la hora
E i suoi lunghi ricci biondi
Si dondolavano lenti sotto i rami d’ulivo.
Saturday, September 20, 2008
Cammello impazzito
I primi giorni in accampamento trascorsero lenti e monotoni, Diciotto anni sono pochi per capire che sconfiggere il nemico passa necessariamente attraverso giornate di noia, ma quella non guerra e non pace era un inferno per lei.
Dalla finestra della baracca che le era stata assegnata aveva intravisto una tomba solitaria sulla collina di fronte. Dietro il reticolato dell’accampamento ai piedi della collina si allungava una valle. bellissima. Quella tomba incurante del sole l’attirava moltissimo e Karmit decise che alla prima occasione si sarebbe recata a vederla da vicino. E l’occasione non tardò ad arrivare Il suo comandante le aveva chiesto di recarsi al moshav vicino per acquistare un pezzo di ricambio per la jeep, in attesa che arrivassero i rifornimenti. Strada facendo successe qualcosa che scombussolò i suoi piani: un cammello impazzito le attraversò la strada. Karmit sterzò di scatto . Il cammello sfrecciò via, poi scomparve. Karmit si rese conto che il cammello avrebbe potuto ucciderli entrambi ed allora comincio a tremare
Che cosa ridicola vivere in un paese in cui i ciechi dispensatori del male, provenienti dai vicoli di Gaza distribuiscono la morte ogni giorno, essere uccisi da un cammello impazzito. Era assolutamente ridicolo.
Dalla finestra della baracca che le era stata assegnata aveva intravisto una tomba solitaria sulla collina di fronte. Dietro il reticolato dell’accampamento ai piedi della collina si allungava una valle. bellissima. Quella tomba incurante del sole l’attirava moltissimo e Karmit decise che alla prima occasione si sarebbe recata a vederla da vicino. E l’occasione non tardò ad arrivare Il suo comandante le aveva chiesto di recarsi al moshav vicino per acquistare un pezzo di ricambio per la jeep, in attesa che arrivassero i rifornimenti. Strada facendo successe qualcosa che scombussolò i suoi piani: un cammello impazzito le attraversò la strada. Karmit sterzò di scatto . Il cammello sfrecciò via, poi scomparve. Karmit si rese conto che il cammello avrebbe potuto ucciderli entrambi ed allora comincio a tremare
Che cosa ridicola vivere in un paese in cui i ciechi dispensatori del male, provenienti dai vicoli di Gaza distribuiscono la morte ogni giorno, essere uccisi da un cammello impazzito. Era assolutamente ridicolo.
Thursday, September 18, 2008
Preghiera
Karmit si svegliò in preda al terrore Ai margini di un sogno aveva intravisto Tal. La vista dell’amica l’aveva riempita di spavento. Si svegliò di colpo, si alzò dal letto ed iniziò a pregare: “Sia lodato il tuo nome in eterno oh nostro d-o che hai creato angeli soccorrevoli che stanno sul tetto del mondo e in toni dolci e limpidi innalzano una sacra melodia”. Improvvisamente il significato di queste parole che ripeteva sin da bambina non le era più chiaro. Pensò che quella preghiera fosse stata scritta pensando ad una terra lontana, una terra di latte e di miele, ad un eden scomparso dal mondo. Che significato avevano per lei che abitava in una terra crudele che divorava i suoi abitanti? Aprì la finestra e vide l’aurora giungere vacillando sulla riva del mare, vide le strade i violini e i negozi ed iniziò a cantare:
Le strade sembrano corde
Di un immenso violino.
I negozi non respirano ancora
E i manichini nelle vetrine
Aprono gli occhi
Svegliati dallo spavento.
La morte entra ed esce
Dai bar e dalle case
E nelle strade deserte
C’è odore di sale e di sangue
Il silenzio è morso
Dall’abbaiar dei cani.
Il violino a distanza
Strappa lacrime ai sogni,
E sotto le torri di bronzo
Trema la mia poesia
E canta
Canta
Canta.
Le strade sembrano corde
Di un immenso violino.
I negozi non respirano ancora
E i manichini nelle vetrine
Aprono gli occhi
Svegliati dallo spavento.
La morte entra ed esce
Dai bar e dalle case
E nelle strade deserte
C’è odore di sale e di sangue
Il silenzio è morso
Dall’abbaiar dei cani.
Il violino a distanza
Strappa lacrime ai sogni,
E sotto le torri di bronzo
Trema la mia poesia
E canta
Canta
Canta.
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