Fra palme e ulivi scorre il Giordano
Ai lati ha due timide sponde
Una di pianto e l’altra di sangue.
Sulle sue acque non frecciano barche
Solo i sospiri remano fino al mar Morto.
Sono i sospiri di Ronit e Yonathan
Morto lui su un campo di grano,
lei sul nudo selciato.
Gli ulivi sono carichi di pianto
Alzano al cielo ondulato
Spirali di dolore muto.
Un pianto caldo come questa terra,
Che implora una pace bianca
Senza bersagli
Con tante sere
E tanti domani.
Le montagne ai lati
Guardano le acque
Rimaste sole nel deserto.
Sunday, April 26, 2009
Thursday, April 23, 2009
due ali di usignolo
Sulla strada che porta a Zion
In un piccolo spazio nudo
Camminano due ragazzi
E sotterrano sotto le nubi
Due ali di usignolo.
Lui indossa un mantello bianco
Lei un abito a fiori,
Lui odora di pesca e limone
Lei di spezie orientali e di mirra.
Il vento svolta nudo
L’angolo della via
E un volo di grida lunghe
S’alza sui tetti di luce.
Nelle strade in penombra
Il male affila i coltelli
Mentre nell’aria risuonano
Bestemmie di iene e sciacalli.
I due ragazzi fuggono
Inseguiti lei dalle trecce
Lui dal suo bianco mantello.
“Quanti anni avete?” io chiesi.
Lei mi rispose: “Ne ho sedici”
Lui disse: “Diciotto”.
Quando giungerà il messia
Il loro sangue versato
Non piangerà per le strade
E gli angeli di zaka
Non attaccheranno con saliva di stelle
Le ali agli usignoli.
In un piccolo spazio nudo
Camminano due ragazzi
E sotterrano sotto le nubi
Due ali di usignolo.
Lui indossa un mantello bianco
Lei un abito a fiori,
Lui odora di pesca e limone
Lei di spezie orientali e di mirra.
Il vento svolta nudo
L’angolo della via
E un volo di grida lunghe
S’alza sui tetti di luce.
Nelle strade in penombra
Il male affila i coltelli
Mentre nell’aria risuonano
Bestemmie di iene e sciacalli.
I due ragazzi fuggono
Inseguiti lei dalle trecce
Lui dal suo bianco mantello.
“Quanti anni avete?” io chiesi.
Lei mi rispose: “Ne ho sedici”
Lui disse: “Diciotto”.
Quando giungerà il messia
Il loro sangue versato
Non piangerà per le strade
E gli angeli di zaka
Non attaccheranno con saliva di stelle
Le ali agli usignoli.
Wednesday, April 22, 2009
Oh amore dell'anima mia
O domatore di gabbiane,
Nemico delle iene,
O amore dell'anima mia
Stanotte ti ho aspettato
Su un letto di garofani
E il suono di mille cembali
Feriva l'aria attorno.
In un silenzio di mirti
Ho dimenticato la pace
Ho dimenticato la guerra
Abbandonandole sole
In lontananze deserte.
Stanotte ti ho aspettato
O amore dell'anima mia
Per tessere con te
Le delusioni del mondo
Inventare con te un domani
E chiamare a convegno
Tutte le onde del mare.
O domatore di gabbiane
Nemico delle iene,
Io ti cerco la notte
Per appoggiare il capo
Sul tuo petto di piume
Spegnere le voci
E accendere solo i suoni
Nemico delle iene,
O amore dell'anima mia
Stanotte ti ho aspettato
Su un letto di garofani
E il suono di mille cembali
Feriva l'aria attorno.
In un silenzio di mirti
Ho dimenticato la pace
Ho dimenticato la guerra
Abbandonandole sole
In lontananze deserte.
Stanotte ti ho aspettato
O amore dell'anima mia
Per tessere con te
Le delusioni del mondo
Inventare con te un domani
E chiamare a convegno
Tutte le onde del mare.
O domatore di gabbiane
Nemico delle iene,
Io ti cerco la notte
Per appoggiare il capo
Sul tuo petto di piume
Spegnere le voci
E accendere solo i suoni
Saturday, April 18, 2009
Aiutami tu a ritrovarlo
Oh terra dalle cisterne profonde
E il vento negli aranceti
Terra di morti
Sopra gli stagni
Portami fiori di mandorlo
Portami grappoli d’uva.
Nel mio paese perduto
Non voglio vedere pugnali
Che mi trafiggono il cuore
Voglio vedere
Orizzonti di luce
Piangere ed amare.
Ricordo che un giorno, correndo,
Ho smarrito i miei sandali biblici.
Chi mi aiuta a cercarlo
Il mio piccolo sandalo biblico?
Aiutami tu a ritrovarlo
O almeno ridammi
L’accento puro
Di quel primo sentire.
Il vero dolore sta altrove, Sigal
Soffoca il tuo urlo bianco
Non pensare ai violini
Senza corde
Ai pianoforti
Senza tasti
Pensa al groviglio di baci
Quando la sua bocca di miele
Si legherà
Dolcemente
Alla tua.
E il vento negli aranceti
Terra di morti
Sopra gli stagni
Portami fiori di mandorlo
Portami grappoli d’uva.
Nel mio paese perduto
Non voglio vedere pugnali
Che mi trafiggono il cuore
Voglio vedere
Orizzonti di luce
Piangere ed amare.
Ricordo che un giorno, correndo,
Ho smarrito i miei sandali biblici.
Chi mi aiuta a cercarlo
Il mio piccolo sandalo biblico?
Aiutami tu a ritrovarlo
O almeno ridammi
L’accento puro
Di quel primo sentire.
Il vero dolore sta altrove, Sigal
Soffoca il tuo urlo bianco
Non pensare ai violini
Senza corde
Ai pianoforti
Senza tasti
Pensa al groviglio di baci
Quando la sua bocca di miele
Si legherà
Dolcemente
Alla tua.
Sunday, April 12, 2009
verso le sette di sera
Verso le sette di sera
Quando il cielo
Si copre di ombre
E il vento ricama tranquillo
La verde cresta dei monti,
Mollemente camminano
Due piccole donne innocenti,
Una vestita di luna
L’altra di verde e di viole
Dove vanno a quest’ora?
Dove vanno
Le due ragazze innocenti?
Due cavalieri le attendono
Con cesti pieni di baci
Dove si nasconde l’amore.
La notte giunge tranquilla
Carica di colli e di luna
Ma sotto le torri antiche
Si è nascosta la morte
Il sangue corre corre
Più veloce dell’aria e del vento
Dove vanno a quest’ora?
Dove vanno?
Quelle piccole inutili stelle
Che non danno più luce?
Che non danno più luce?
Quando il cielo
Si copre di ombre
E il vento ricama tranquillo
La verde cresta dei monti,
Mollemente camminano
Due piccole donne innocenti,
Una vestita di luna
L’altra di verde e di viole
Dove vanno a quest’ora?
Dove vanno
Le due ragazze innocenti?
Due cavalieri le attendono
Con cesti pieni di baci
Dove si nasconde l’amore.
La notte giunge tranquilla
Carica di colli e di luna
Ma sotto le torri antiche
Si è nascosta la morte
Il sangue corre corre
Più veloce dell’aria e del vento
Dove vanno a quest’ora?
Dove vanno?
Quelle piccole inutili stelle
Che non danno più luce?
Che non danno più luce?
Saturday, April 11, 2009
Iris del Gilboa
In cima al monte Gilboa
La luna sta morendo
Morendo
Morendo d’amore
Per lui,
Il piccolo fiore che cresce
Che cresce soltanto
In cima al monte Gilboa.
E’ un fiore indeciso e schivo,
Di giorno si veste di sole
Di notte indossa la luna
E quando la luna lo vede
Solleva con mano tremante
Il bordo della sua gonna
Per riflettere il fiore
Il suo fiore
Sulle sue curve e cosce
Di puro e chiaro cristallo.
E mentre la luna lo guarda
Languidamente piange
Versando su di lui
Piccole gocce e perle
Di tenera fresca rugiada.
In cima al monte Gilboa
La luna sospira sempre
Perché sta morendo
Morendo
Morendo d’amore
Per l’Iris del Gilboa
La luna sta morendo
Morendo
Morendo d’amore
Per lui,
Il piccolo fiore che cresce
Che cresce soltanto
In cima al monte Gilboa.
E’ un fiore indeciso e schivo,
Di giorno si veste di sole
Di notte indossa la luna
E quando la luna lo vede
Solleva con mano tremante
Il bordo della sua gonna
Per riflettere il fiore
Il suo fiore
Sulle sue curve e cosce
Di puro e chiaro cristallo.
E mentre la luna lo guarda
Languidamente piange
Versando su di lui
Piccole gocce e perle
Di tenera fresca rugiada.
In cima al monte Gilboa
La luna sospira sempre
Perché sta morendo
Morendo
Morendo d’amore
Per l’Iris del Gilboa
La principessa del nulla
Ricordo quando impaziente
Facevi a pezzi i libri di storia
E mi invitavi a correre
Ai piedi del monte Gilboa.
Volevi vivere in prima persona
Storie di principesse
Che si bagnavano il viso
Nell’acqua del ruscello
Sotto i raggi di luna.
Io ti seguivo curiosa
Indossando i miei sandali biblici
Avevo fretta di assistere
Alla lotta accanita
Di cavalieri con spade e piumaggio
Che facevano la ronda
Sulle colline brulle,
Sfidandosi collerici
Per conquistare il tuo cuore.
Tu quando li vedevi
Ti avvolgevi di brividi azzurri
Pensavi al groviglio di baci
Pensavi alla bocca di miele
Che si sarebbe unita
Dolcemente alla tua.
Alzavi sfrontata la gonna
Per mostrare le cosce frementi
Al cavaliere stupito
Tremante di desiderio.
Nella valle solitaria
Ai piedi del monte Gilboa
Vivevi la tua fiaba reale,
Oh principessa scostumata,
E scoprivi il tuo seno bianco.
O principessa del nulla
Ora la terra tocca
Il tuo pudore stupito
Di dolce ragazza ebrea
Con teneri polpastrelli.
Facevi a pezzi i libri di storia
E mi invitavi a correre
Ai piedi del monte Gilboa.
Volevi vivere in prima persona
Storie di principesse
Che si bagnavano il viso
Nell’acqua del ruscello
Sotto i raggi di luna.
Io ti seguivo curiosa
Indossando i miei sandali biblici
Avevo fretta di assistere
Alla lotta accanita
Di cavalieri con spade e piumaggio
Che facevano la ronda
Sulle colline brulle,
Sfidandosi collerici
Per conquistare il tuo cuore.
Tu quando li vedevi
Ti avvolgevi di brividi azzurri
Pensavi al groviglio di baci
Pensavi alla bocca di miele
Che si sarebbe unita
Dolcemente alla tua.
Alzavi sfrontata la gonna
Per mostrare le cosce frementi
Al cavaliere stupito
Tremante di desiderio.
Nella valle solitaria
Ai piedi del monte Gilboa
Vivevi la tua fiaba reale,
Oh principessa scostumata,
E scoprivi il tuo seno bianco.
O principessa del nulla
Ora la terra tocca
Il tuo pudore stupito
Di dolce ragazza ebrea
Con teneri polpastrelli.
Wednesday, April 08, 2009
Assieme
Assieme
Abbiamo tessuto il vento,
Tinto i fiori del campo,
Abbiamo chiesto alle stelle
Di dare luce alla luna.
Assieme
Abbiamo chiesto all’amore
Di domare le ombre
E far tornare la vita
Anche fra mille anni.
Assieme
Abbiamo ammirato paesaggi
Abbiamo visto gli amori,
I fremiti lontani
Che ci riempivano l’anima
Di viole e di diamanti.
Assieme
Abbiamo visto le rose
Piene di luce e di vita
E di fragranza sottile.
Assieme
Noi volevamo essere
Intermediarie fra d-o e la natura.
Assieme
Abbiamo visto la morte
Travestita da rosa
Che ci teneva per mano.
In quella sera piena di spade.
Tu avevi i capelli di nebbia
E gli occhi di triste cristallo.
Assieme
Abbiamo tessuto il vento,
Tinto i fiori del campo,
Abbiamo chiesto alle stelle
Di dare luce alla luna.
Abbiamo chiesto all’amore
Di domare le ombre
E far tornare la vita
Anche fra mille anni.
Abbiamo tessuto il vento,
Tinto i fiori del campo,
Abbiamo chiesto alle stelle
Di dare luce alla luna.
Assieme
Abbiamo chiesto all’amore
Di domare le ombre
E far tornare la vita
Anche fra mille anni.
Assieme
Abbiamo ammirato paesaggi
Abbiamo visto gli amori,
I fremiti lontani
Che ci riempivano l’anima
Di viole e di diamanti.
Assieme
Abbiamo visto le rose
Piene di luce e di vita
E di fragranza sottile.
Assieme
Noi volevamo essere
Intermediarie fra d-o e la natura.
Assieme
Abbiamo visto la morte
Travestita da rosa
Che ci teneva per mano.
In quella sera piena di spade.
Tu avevi i capelli di nebbia
E gli occhi di triste cristallo.
Assieme
Abbiamo tessuto il vento,
Tinto i fiori del campo,
Abbiamo chiesto alle stelle
Di dare luce alla luna.
Abbiamo chiesto all’amore
Di domare le ombre
E far tornare la vita
Anche fra mille anni.
... e la pace?
Con la stessa tranquillità
Con cui il polline dei fiori
Si affida al vento
Io mi affido alla guerra.
A nulla vale chiedersi
Cos’è la guerra.
Per me oggi la guerra
È La speranza di un domani
Che motivo avrei
Di disprezzarla, amico?
E la pace?
La pace arriverà
Forse domani,
Non temere,
Chissà dopodomani
E noi ci sveglieremo
Dal lutto
Senza sangue
E senza dolore.
Sarà una pace
Misteriosa
E trasparente
Bellissima.
E Pensosa
Umile
E mansueta
Serena
E Irresistibile,
Sarà una pace
Un po’ ferita e stanca
Ma cosa importa?
La cosa più importante è che respiri
Pace e guerra
Guerra e pace
Shalom umilchamah
Milchamah veshalom
Con cui il polline dei fiori
Si affida al vento
Io mi affido alla guerra.
A nulla vale chiedersi
Cos’è la guerra.
Per me oggi la guerra
È La speranza di un domani
Che motivo avrei
Di disprezzarla, amico?
E la pace?
La pace arriverà
Forse domani,
Non temere,
Chissà dopodomani
E noi ci sveglieremo
Dal lutto
Senza sangue
E senza dolore.
Sarà una pace
Misteriosa
E trasparente
Bellissima.
E Pensosa
Umile
E mansueta
Serena
E Irresistibile,
Sarà una pace
Un po’ ferita e stanca
Ma cosa importa?
La cosa più importante è che respiri
Pace e guerra
Guerra e pace
Shalom umilchamah
Milchamah veshalom
Wednesday, March 11, 2009
Dopo la luna e il vento
Il vento nudo geme
Fuggendo dalle onde
Come se fosse uscito
Da un naufragio di sangue.
La luna appare lenta
E la sua luce azzurra
Avvolge la mia terra,
L’unica terra che ho.
Non lasciate passare la luna.
La luna ha tanti coltelli
Io non la voglio vedere
Non voglio vederla salire
Su per gli archi e per i muri
Su per le scale bianche.
Ma quando giunge l’aurora,
Vacillando,
Sulla riva del mare,
Le strade sembrano corde
Di un immenso violino
I negozi non respirano ancora
E i manichini nelle vetrine
Aprono gli occhi
Svegliati dallo stupore.
Stendono nella penombra
Mani di gelo
Mentre le viole e le rose
Fuggono dai balconi
Il vento nudo geme
La luna appare lenta
Ma dopo la luna e il vento
Giunge sempre l’aurora.
Fuggendo dalle onde
Come se fosse uscito
Da un naufragio di sangue.
La luna appare lenta
E la sua luce azzurra
Avvolge la mia terra,
L’unica terra che ho.
Non lasciate passare la luna.
La luna ha tanti coltelli
Io non la voglio vedere
Non voglio vederla salire
Su per gli archi e per i muri
Su per le scale bianche.
Ma quando giunge l’aurora,
Vacillando,
Sulla riva del mare,
Le strade sembrano corde
Di un immenso violino
I negozi non respirano ancora
E i manichini nelle vetrine
Aprono gli occhi
Svegliati dallo stupore.
Stendono nella penombra
Mani di gelo
Mentre le viole e le rose
Fuggono dai balconi
Il vento nudo geme
La luna appare lenta
Ma dopo la luna e il vento
Giunge sempre l’aurora.
Saturday, February 28, 2009
amore furibondo, meraviglioso, segreto
Le gabbiane abbandonano il mare
E volano volano
Fra pietre, sterpi e serpenti,
Tavole della legge
E grotte di antichi profeti.
Le gabbiane si posano alte
Sui semafori e sulle torri
Poi come nuvola urlante
Volano in circoli sopra Israele
Le beccano gli occhi sul monte
Le gambe azzurre sul fiume
E le mangiano il cuore furiose
Furibonde e meravigliose.
Io le guardo e rimango stupita
Nel veder come tanta bellezza
Mi causi solo orrore.
E volano volano
Fra pietre, sterpi e serpenti,
Tavole della legge
E grotte di antichi profeti.
Le gabbiane si posano alte
Sui semafori e sulle torri
Poi come nuvola urlante
Volano in circoli sopra Israele
Le beccano gli occhi sul monte
Le gambe azzurre sul fiume
E le mangiano il cuore furiose
Furibonde e meravigliose.
Io le guardo e rimango stupita
Nel veder come tanta bellezza
Mi causi solo orrore.
Thursday, February 26, 2009
seicentotredici cavalieri
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Decorando con risa
L’aria mansueta
di primavera
Io il loro passo seguii
Per sentire l’odore d’incenso
E trasformare in parole
L’acqua della tristezza,
Per condensare con lettere
Piccole gocce di pianto.
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Trascinando con sé
Sotto bianchi mantelli
La pace
Pensosa
Umile
Mansueta
Serena
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Mi hanno portato stamani
Verso infiniti
Impossibili
Di pace fatta canto
Di miele di stelle.
D-o onnipotente
Dove hai nascosto la pace?
Non vedi che sto morendo
Morendo
Morendo
D’amore per lei?
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Decorando con risa
L’aria mansueta
di primavera
Io il loro passo seguii
Per sentire l’odore d’incenso
E trasformare in parole
L’acqua della tristezza,
Per condensare con lettere
Piccole gocce di pianto.
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Corrono sulla collina
Trascinando con sé
Sotto bianchi mantelli
La pace
Pensosa
Umile
Mansueta
Serena
Seicentotredici cavalieri
Coperti di luce verde
Mi hanno portato stamani
Verso infiniti
Impossibili
Di pace fatta canto
Di miele di stelle.
D-o onnipotente
Dove hai nascosto la pace?
Non vedi che sto morendo
Morendo
Morendo
D’amore per lei?
Wednesday, February 25, 2009
Quanti figli ha la morte?
Quando mi trovo davanti all’angosciante esplodere di atroci slogan antisemiti, a migliaia di volti contratti da un odio irrazionale, all’ondeggiare sempre più minaccioso di una folla eccitata dalle sue stesse menzogne, ai violenti rituali coi quali si invoca il sacrificio della mia gente, la paura si impadronisce di me e la tristezza mi assedia.
Pregna di mille segreti
Sulle rive dello Yarkon
La morte porta a passeggio
I suoi piccoli
Quanti figli
Quanti figli ha la morte?
Pregna di mille segreti
Sulle rive dello Yarkon
La morte porta a passeggio
I suoi piccoli
Quanti figli
Quanti figli ha la morte?
Monday, February 23, 2009
la faccia nascosta della luna
“se il problema fosse emigrare dove gli ebrei non sono mai stati perseguitati, dovremmo scegliere la luna “.
“Vieni vieni “ mi dice la luna
“In un mondo di sogni infiniti
Dove i monti son tristi e deserti,
ma nessuno nessuno ha paura”
“Vieni vieni “ mi dice la luna
“Dove gli alberi son senza frutti
e i vigneti non spillano vino,
ma nessuno nessuno ha paura”.
“Vieni vieni “ mi dice la luna
“Dove i prati son senza rugiada
ed i campi nebbiosi e fatati,
ma nessuno nessuno ha paura”.
“Vieni vieni “ mi dice la luna
sul mio lato che non si vede
perchè l’uomo non possa trovarti”.
“Vieni vieni “ mi dice la luna
“In un mondo di sogni infiniti
Dove i monti son tristi e deserti,
ma nessuno nessuno ha paura”
“Vieni vieni “ mi dice la luna
“Dove gli alberi son senza frutti
e i vigneti non spillano vino,
ma nessuno nessuno ha paura”.
“Vieni vieni “ mi dice la luna
“Dove i prati son senza rugiada
ed i campi nebbiosi e fatati,
ma nessuno nessuno ha paura”.
“Vieni vieni “ mi dice la luna
sul mio lato che non si vede
perchè l’uomo non possa trovarti”.
Wednesday, February 04, 2009
quando moriro'
Quando morirò, vi prego,
Seppellite il mio corpo nell’aria
Perché io veda la luna
E le gabbiane e gli scogli.
Quando morirò lasciate
Che mi specchi nell’acqua
Che io possa vagare
Fra le braccia del vento,
Che possa volare sui monti
Che io possa vedere
Le torri d’oro e di bronzo
E le barche sul mare.
Quando morirò lasciate
Che io insegua i miei sogni,
Che senta il rumore dell’acqua
I flauti azzurri e le arpe,
Lasciate che il mio cavaliere
Ripeta il suo rito solenne
Che sotto l’ardore del cielo
Mi percorra tutta
Con le sue dita celesti.
Quando morirò, vi prego,
Lasciatemi la luna
Le gabbiane e gli scogli
Le torri d’oro e di bronzo
E le barche sul mare
Seppellite il mio corpo nell’aria
Perché io veda la luna
E le gabbiane e gli scogli.
Quando morirò lasciate
Che mi specchi nell’acqua
Che io possa vagare
Fra le braccia del vento,
Che possa volare sui monti
Che io possa vedere
Le torri d’oro e di bronzo
E le barche sul mare.
Quando morirò lasciate
Che io insegua i miei sogni,
Che senta il rumore dell’acqua
I flauti azzurri e le arpe,
Lasciate che il mio cavaliere
Ripeta il suo rito solenne
Che sotto l’ardore del cielo
Mi percorra tutta
Con le sue dita celesti.
Quando morirò, vi prego,
Lasciatemi la luna
Le gabbiane e gli scogli
Le torri d’oro e di bronzo
E le barche sul mare
Thursday, January 29, 2009
Apri il balcone
Odore di pietre e di fiume
Odore di luce e di cielo
Odore di selva e d’amore
Io lascio aperto il balcone
Per fare entrare il mio cielo.
Odore di polvere nera
Di foglie secche e di morte
Odore di lunga sirena
Io lascio aperto il balcone
Per fare entrare la guerra
Odore di luce e di cielo
Odore di selva e d’amore
Io lascio aperto il balcone
Per fare entrare il mio cielo.
Odore di polvere nera
Di foglie secche e di morte
Odore di lunga sirena
Io lascio aperto il balcone
Per fare entrare la guerra
Tuesday, January 27, 2009
Gaza
Sulla frontiera tragica
Ora il silenzio suona
Il suo rumore svenuto
E il vento bacia il ruscello
Quasi senza toccarlo
Sulla frontiera tragica
Svettano torri di bronzo
Complicate di luci
Costantemente inedite
E i prati hanno un suono metallico
Sulla frontiera tragica
uomini dal volto coperto
incanalano il sangue
e scavano tunnel assurdi
che sembrano non finire
Sulla frontiera tragica
Il cielo fluttua sull’aria
Come un immenso giglio
E gli innamorati scrivono
Nomi rotondi sugli alberi
Ora il silenzio suona
Il suo rumore svenuto
E il vento bacia il ruscello
Quasi senza toccarlo
Sulla frontiera tragica
Svettano torri di bronzo
Complicate di luci
Costantemente inedite
E i prati hanno un suono metallico
Sulla frontiera tragica
uomini dal volto coperto
incanalano il sangue
e scavano tunnel assurdi
che sembrano non finire
Sulla frontiera tragica
Il cielo fluttua sull’aria
Come un immenso giglio
E gli innamorati scrivono
Nomi rotondi sugli alberi
Sunday, January 04, 2009
Soldato mio
Un giorno tu mi dicesti,
Ed era primavera,
" Voglio stringerti fra le mie braccia".
E io accettai in silenzio
La passione affamata
Dei tuoi baci di fuoco.
Stanotte ti ho sognato.
Come piangevi,
Steso nel carro armato!
Amore della mia vita,
Perché mi ripetevi nel sogno
"Non tornerò da te
Non posso tornare”?
Ho ancora nelle orecchie
Il suono della tua voce
Quando tu mi dicesti:
“Tornerò presto
Tornerò presto”.
Stanotte ti ho sognato,
Soldato mio
E tu sembravi morto.
Ma era un sogno
E i sogni, lo sanno tutti,
Non si realizzano mai.
Ed era primavera,
" Voglio stringerti fra le mie braccia".
E io accettai in silenzio
La passione affamata
Dei tuoi baci di fuoco.
Stanotte ti ho sognato.
Come piangevi,
Steso nel carro armato!
Amore della mia vita,
Perché mi ripetevi nel sogno
"Non tornerò da te
Non posso tornare”?
Ho ancora nelle orecchie
Il suono della tua voce
Quando tu mi dicesti:
“Tornerò presto
Tornerò presto”.
Stanotte ti ho sognato,
Soldato mio
E tu sembravi morto.
Ma era un sogno
E i sogni, lo sanno tutti,
Non si realizzano mai.
Wednesday, December 31, 2008
Zeva adom
La morte
Inevitabile
Fluttua
Lentamente
In cerca di defunti,
In cerca di vittime.
La morte corre sui missili
“Zeva adom”
“Colore rosso”
Urla nell’aria
Con voce grave e profonda.
La morte medita,
Non sa chi scegliere.
Vede il soldato
Scruta il bambino
E li guarda indecisa.
La morte che conosco io
E' un mostro verde
Vestito da generale
Bocca gelatinosa,
Missili nelle scarpe
E i suoi passi hanno un suono
Sottile e uniforme.
Ma quando io la vedo
Canto,
Invoco
Chiedo
Agli angeli del cielo
Di venirmi in aiuto.
Io la conosco poco
Non ho molta esperienza
Ma sono certa che la morte
Abbia paura degli angeli.
E se volete che si allontani
Chiamate gli angeli
Come faccio io.
Inevitabile
Fluttua
Lentamente
In cerca di defunti,
In cerca di vittime.
La morte corre sui missili
“Zeva adom”
“Colore rosso”
Urla nell’aria
Con voce grave e profonda.
La morte medita,
Non sa chi scegliere.
Vede il soldato
Scruta il bambino
E li guarda indecisa.
La morte che conosco io
E' un mostro verde
Vestito da generale
Bocca gelatinosa,
Missili nelle scarpe
E i suoi passi hanno un suono
Sottile e uniforme.
Ma quando io la vedo
Canto,
Invoco
Chiedo
Agli angeli del cielo
Di venirmi in aiuto.
Io la conosco poco
Non ho molta esperienza
Ma sono certa che la morte
Abbia paura degli angeli.
E se volete che si allontani
Chiamate gli angeli
Come faccio io.
Monday, December 15, 2008
Che fatica mi costa
Che fatica mi costa
Portarti nel cuore
Coi tuoi ruscelli
Che baciano il vento
Quasi senza toccarlo,
Con la tua luna
Che infilza nel mare
Il suo raggio di luce
Quasi senza toccarlo
Con i tuoi baci
Che appoggi ogni notte
Sulle mie cosce frementi
Quasi senza toccarmi.
Che fatica mi costa amarti
Quando mi apri
Con mano verde
Sette ferite aperte.
Che fatica mi costa
Amarti in un mondo
Pieno di prati immensi
Dove l’amore
Non vuole morire.
Portarti nel cuore
Coi tuoi ruscelli
Che baciano il vento
Quasi senza toccarlo,
Con la tua luna
Che infilza nel mare
Il suo raggio di luce
Quasi senza toccarlo
Con i tuoi baci
Che appoggi ogni notte
Sulle mie cosce frementi
Quasi senza toccarmi.
Che fatica mi costa amarti
Quando mi apri
Con mano verde
Sette ferite aperte.
Che fatica mi costa
Amarti in un mondo
Pieno di prati immensi
Dove l’amore
Non vuole morire.
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